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	<title>A.I.Di.Vi. Onlus</title>
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	<description>Associazione istruttori per disabili della vista</description>
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		<title>QUEST&#8217;ANNO FACCIAMO… TELEFORCA!</title>
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		<pubDate>Fri, 16 Dec 2011 18:13:41 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è il titolo comparso nell&#8217;ultimo numero di Tiflologia per l&#8217;Integrazione N. 4, ottobre-dicembre 2011 Di seguito il testo dell&#8217;articolo che può essere scaricato anche in formato .doc oppure .txt L’associazione A.I.Di.Vi. Onlus è attiva ed operante ormai da alcuni anni. Accoglie fra i suoi soci giovani non vedenti, ipovedenti anche con minorazioni aggiuntive e\o [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h3>Questo è il titolo comparso nell&#8217;ultimo numero di <a href="http://www.bibciechi.it/pubblicazioni/tiflologia/201104/201104.htm">Tiflologia per l&#8217;Integrazione</a> N. 4, ottobre-dicembre 2011</h3>
<h3>Di seguito il testo dell&#8217;articolo che può essere scaricato anche in formato <a href="http://www.bibciechi.it/pubblicazioni/tiflologia/201104/Aidivi.doc">.doc</a> oppure <a href="http://www.bibciechi.it/pubblicazioni/tiflologia/201104/Aidivi.txt">.txt</a></h3>
<blockquote><p><img class="size-medium wp-image-97 alignleft" title="teleforca" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/teleforca-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></p>
<p style="text-align: justify;">L’associazione A.I.Di.Vi. Onlus è attiva ed operante ormai da alcuni anni. Accoglie fra i suoi soci giovani non vedenti, ipovedenti anche con minorazioni aggiuntive e\o disturbi sull’area relazionale, ed educatori con adeguata formazione e lunga esperienza sul campo. Ogni anno l’associazione organizza uno stage estivo della durata di una settimana per consentire ai propri iscritti di vivere una vacanza serena che, oltre ad ampliare e consolidare le loro capacità di autonomia personale, dia la possibilità di accrescere il bagaglio esperienziale e offra l’opportunità di una costruttiva vita di gruppo. Durante l’inverno, gli iscritti all’associazione s’incontrano a volte per organizzare qualche festicciola, nell’approssimarsi delle festività, ma anche  qualche visita in luoghi caratteristici della regione Toscana. Già da due anni però, l’associazione A.I.Di.Vi. Onlus ha organizzato un laboratorio teatrale, un po’ sui generis, ottenendo risultati apprezzabili. Scrivere testi brevi e poi recitarli è stato per i giovani iscritti non solo un piacere, ma soprattutto un non facile banco di prova che ha consentito loro di mettersi in gioco, di accettare i propri limiti, pur tentando di superarli e di accogliere e talvolta minimizzare le difficoltà proprie ed altrui. Quest’anno, i ragazzi e le ragazze dell’A.I.Di.Vi. hanno voluto mettere in scena una vicenda che li rappresentasse, proprio per  quello che sono e come sono. Hanno infatti costruito una storia in cui si evidenziano le loro difficoltà, provocate dall’iperprotettività dei genitori, il loro desiderio di essere, almeno una volta, “un po’ indisciplinati e trasgressivi” e la volontà di risolvere, con i propri  mezzi e forse in modo un po’ fuori del comune, i loro problemi. Nella breve commedia, si racconta la divertente storia di un giovane non vedente che, per la prima volta nella sua vita, decide di “prendersi una vacanza da scuola” o meglio, come comunemente diciamo a Firenze, “fare forca”. Riesce nel suo intento, sia pure con molta fatica e con non poche traversie, ma soprattutto è talmente coinvolgente che la sua “forca” diventa una teleforca: infatti attraverso una serie di telefonate a catena riesce a coinvolgere altri suoi amici, non vedenti come lui, e a progettare insieme a loro una mattinata in allegria.</p>
<p>Durante la preparazione dello spettacolo, abbiamo vissuto momenti di allegria, ma anche non sono mancate difficoltà e tensioni. Pur se i ragazzi si sentivano molto impegnati e protagonisti, qualche volta proprio il rappresentarsi, il parlare di sè, sia pure in chiave ironica, ha prodotto sottili tratti di ansia. Nessuno però ha mai ceduto alla tentazione di “abbandonare la scena”, nè di suggerire una rappresentazione più asettica e meno coinvolgente. Ciascuno ha risolto i momenti di difficoltà o di sofferenza, aggiungendo ironia ad una battuta o modificandone un’altra o talvolta suggerendo al compagno\a in difficoltà un’espressione più facile o, in altro caso, una più incisiva. L’ironia però, era presente soltanto sulla scena: infatti sia durante l’elaborazione della vicenda, sia durante le prove, il comportamento dei partecipanti è stato corretto, molta la reciproca disponibilità ed assolutamente assente la stigmatizzazione di eventuali errori.</p>
<p>Lo spettacolo è andato in scena per la prima volta, sabato 11 giugno, nel teatro messo a disposizione dalla direttrice di una casa di riposo per anziani nell’area fiorentina; gli ospiti della casa vi hanno assistito, divertendosi molto, così come i genitori dei ragazzi ed alcuni amici.</p></blockquote>
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		<title>Estate 2011 &#8211; Stage nel Garda</title>
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		<pubDate>Tue, 28 Jun 2011 07:09:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Vacanze]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[uscite]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Lo stage di questo anno avrà luogo dal 9 al 16 luglio presso l’Hotel Papa di Peschiera del Garda. Le attività previste sono orientamento e mobilità, attività di socializzazione (tempo del cerchio), attività di scrittura e narrazione con proposte di creatività. Per lunedì 11 e giovedi 14 sono già state programmare una gita alle Terme [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/peschiera.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-106" title="peschiera" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/peschiera-300x158.jpg" alt="" width="300" height="158" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Lo stage di questo anno avrà luogo dal 9 al 16 luglio presso l’<a href="http://www.albergo-papa.com/index_ita.html" target="_blank">Hotel Papa di Peschiera del Garda</a>.</p>
<p style="text-align: justify;">Le attività previste sono orientamento e mobilità, attività di socializzazione (tempo del cerchio), attività di scrittura e narrazione con proposte di creatività.</p>
<p style="text-align: justify;">Per lunedì 11 e giovedi 14 sono già state programmare una gita alle <strong>Terme </strong>e una al <strong>Parco divertimenti di Gardaland</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">Nel tempo libero si potrà frequentare le rive del Lago di Garda, visitare i luoghi turistici nelle vicinanze o effettuare facili escursioni nei dintorni.</p>
<p style="text-align: justify;">&nbsp;</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Disabili visivi scrivono la sceneggiatura e oggi salgono sul palcoscenico</title>
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		<pubDate>Mon, 13 Jun 2011 11:04:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>

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		<description><![CDATA[Questo è l&#8217;articolo apparso su &#8220;La Nazione&#8221; del 11 giugno 2011. “E QUESTA VOLTA, cosa si mette in scena?” Più o meno con questa domanda è iniziato il laboratorio teatrale dell’Associazione istruttori per disabili visivi che si è svolto un sabato al mese a partire da gennaio 2011. DOPO aver ideato e rappresentato lo scorso [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Questo è l&#8217;articolo apparso su &#8220;La Nazione&#8221; del 11 giugno 2011.</p>
<p><em>“E QUESTA VOLTA, cosa si mette in scena?”</em></p>
<p style="text-align: justify;"><em> Più o meno con questa domanda è iniziato il laboratorio teatrale dell’Associazione istruttori per disabili visivi che si è svolto un sabato al mese a partire da gennaio 2011. DOPO aver ideato e rappresentato lo scorso anno la fantasiosa e articolata «Storia di Giorgio e dei suoi amici», i ragazzi hanno espresso il desiderio di mettere in scena questa volta una commedia che affrontasse tematiche vicine a loro: il rapporto con gli altri, la scuola, il lavoro, i piccoli-grandi problemi di orientamento e mobilità. Così, ironizzando su se stessi e sulle proprie caratteristiche, hanno inventato «Teleforca&#8230;Venitemi a prendere!», per divertirsi e divertire gli altri, ma al tempo stesso far riflettere. </em></p>
<p style="text-align: justify;"><em>GLI ISTRUTTORI, sapientemente coordinati da Viola De Filippo hanno drammatizzato la storia inventata dai ragazzi avendo cura di rispettarne fedelmente contenuti e modalità narrative. Le musiche sono state scelte dai ragazzi. L’appuntamento è oggi alle 16 al Teatro della Residenza «Il Bobolino» in via Dante da Castiglione, 13 (zona Poggio Imperiale).</em></p>
<p style="text-align: center;"><em><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/aidivi-la-nazione-11-06-2011.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-102" title="aidivi-la-nazione-11-06-2011" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/aidivi-la-nazione-11-06-2011.jpg" alt="" width="562" height="119" /></a><br />
</em></p>
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		<title>Operetta teatrale &#8211; TELEFORCA&#8230;Venitemi a prendere!</title>
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		<pubDate>Tue, 07 Jun 2011 08:22:51 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[eventi]]></category>
		<category><![CDATA[teatro]]></category>

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		<description><![CDATA[I ragazzi del laboratorio teatrale dell&#8217;associazioneA.I.Di.Vi Onlus Vi invitano alla messa in scena di: T E L E F O R C A&#8230;Venitemi a prendere! Una breve rappresentazione teatrale ideata ed interpretata da loro stessi Sabato 11 giugno alle ore 16 presso il teatro della residenza Il Bobolino via Dante Da Castiglione 13 Firenze, zona [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;">I ragazzi del laboratorio teatrale dell&#8217;associazioneA.I.Di.Vi Onlus</p>
<p style="text-align: center;">Vi invitano alla messa in scena di:</p>
<h2 style="text-align: center;">T E L E F O R C A&#8230;Venitemi a prendere!</h2>
<p style="text-align: center;">Una breve rappresentazione teatrale ideata ed interpretata da loro stessi</p>
<h3 style="text-align: center;"><em>Sabato 11 giugno alle ore 16 presso il teatro della residenza Il Bobolino </em><br />
<em>via Dante Da Castiglione 13 Firenze, zona Poggio Imperiale</em></h3>
<p>Personaggi principali ed interpreti</p>
<ul>
<li>Eugenio</li>
<li>Raffaello</li>
<li>Angela</li>
<li>Camilla</li>
<li>Melinda</li>
<li>Tommaso</li>
<li>Bulis Moussa</li>
<li>Musa Jasim</li>
<li>Daria Caselli</li>
<li>Paola Gasperi</li>
<li>Fabrizia Torrigiani</li>
<li>Tommaso Canovai</li>
</ul>
<p><strong>Soggetto, sceneggiatura e musiche</strong></p>
<p>La sceneggiatura è di Viola De Filippo (che ha drammatizzato la storia inventata dai ragazzi avendo cura di rispettarne fedelmente contenuti e modalità narrative)</p>
<p>Le musiche sono state scelte dai ragazzi insieme agli educatori</p>
<p>I suoni in diretta sono eseguiti da Filippo Pasa</p>
<p><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/teleforca.jpg"><img class="alignleft size-medium wp-image-97" title="teleforca" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/06/teleforca-209x300.jpg" alt="" width="209" height="300" /></a>“E questa volta, cosa si mette in scena?”Più o meno con questa domanda è iniziato ilLaboratorio Teatrale dell&#8217;Associazione Istruttori perDisabili Visivi (A.I.Di.Vi) Onlus, che si è svolto unsabato al mese a partire da gennaio 2011.Dopo aver ideato e rappresentato lo scorso anno lafantasiosa e articolata “Storia di Giorgio e dei suoiamici”, i ragazzi hanno espresso il desiderio dimettere in scena questa volta una commedia cheaffrontasse tematiche vicine a loro: il rapporto congli altri, la scuola, il lavoro, i piccoli-grandiproblemi di orientamento e mobilità.Così, ironizzando su se stessi e sulle propriecaratteristiche, hanno inventato Teleforca, perdivertirsi e divertire gli altri, ma al tempostesso far riflettere.</p>
<h1><a title="Scarica il volantino" href="http://www.cercoiltuovolto.it/wp-content/uploads/2011/06/VOLANTINO-TELEFORCA.pdf">Scarica il volantino in PDF</a></h1>
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		<title>I RAGAZZI DEL BACÌO&#8230; SI TORNA  A CERTALDO!</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:40:07 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
		<category><![CDATA[iniziative]]></category>
		<category><![CDATA[uscite]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[Esperienza di una vacanza con ragazzi disabili della vista per apprendere autonomia e mobilità Dal 17 al 24 luglio 2010 l’associazione A.I.Di.Vi. Onlus, ha organizzato una vacanza per  i suoi iscritti e  per chi ha voluto parteciparvi. I ragazzi  erano undici, provenienti per la maggior parte dalla Toscana ma anche, alcuni da altre regioni d’Italia. [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<h2>Esperienza di una vacanza con ragazzi disabili della vista per apprendere autonomia e mobilità</h2>
<p>Dal 17 al 24 luglio 2010 l’associazione A.I.Di.Vi. Onlus, ha organizzato una vacanza per  i suoi iscritti e  per chi ha voluto parteciparvi. I ragazzi  erano undici, provenienti per la maggior parte dalla Toscana ma anche, alcuni da altre regioni d’Italia. Il luogo prescelto è stato la fattoria Bacìo, un agriturismo immerso nel verde e nella dolcezza delle colline toscane, presso Certaldo, a metà strada fra Siena e Firenze. I giovani  conoscevano già tale struttura, perciò è stato molto facile, specialmente per alcuni di loro, orientarsi e riconoscere le caratteristiche del luogo, degli appartamenti e della cucina. Seguiti dagli educatori specializzati, i ragazzi hanno avuto l’opportunità di sperimentare la conduzione dei due appartamenti in cui alloggiavano: tenere in ordine le stanze, preparare cibi semplici, fare la spesa ed aver cura della propria persona e delle proprie cose.<br />
Si è subito ricreato il clima allegro ed amichevole che, anche negli anni precedenti, ha caratterizzato questo tipo d’incontri. Al primo momento di conversazione comune, (tempo del cerchio), l’espressione ricorrente è stata infatti: “è bello essere ancora insieme, anche quest’estate.”<br />
La giornata alternava momenti d’impegno a tempi di svago, soprattutto nella comoda piscina annessa alla struttura. Se al mattino, un gruppo rimaneva in piscina e l’altro, secondo una turnazione scandita, si occupava dei lavori domestici, nel pomeriggio, durante le ore più calde, tutto il gruppo si riuniva guidato dalla coordinatrice dell’associazione. Venivano fatte proposte diversificate, nei diversi giorni: brevi laboratori di scrittura creativa,  momenti di riflessione sulla vita di gruppo, giochi che sviluppassero l’attenzione e la velocità nel pensiero. Quattro  sono stati i momenti significativi della vacanza:<br />
la visita a Siena, il laboratorio di manipolazione di creta, la caccia al tesoro, organizzata nel giorno del compleanno di una delle partecipanti e la visita a Mercantia.<br />
Durante un’intera mattinata, i ragazzi hanno potuto manipolare la creta, liberamente all’inizio, in modo più strutturato successivamente. La signora Claudia, direttrice della scuola internazionale di arte ceramica La Meridiana, da noi preventivamente contattata e informata sulla particolarità dei giovani partecipanti, si è posta in modo molto semplice e diretto, dando a tutti l’opportunità di manipolare, di riprodurre semplici forme e di far sentire il piacere di creare da un blocco di creta, forme ed oggetti noti alla propria esperienza. La partecipazione è stata molto attiva: tutti volevano imparare, tutti, sentendo l’entusiasmo della conduttrice, volevano mettersi alla prova, sforzandosi di superare certe resistenze che una sostanza come la creta bagnata può suscitare in chi non ne conosce il contatto sotto le dita.<br />
Molto interessante ed istruttiva è statala visita a Siena. I ragazzi sono entrati nel Duomo e, oltre che ascoltare le descrizioni degli educatori, hanno potuto anche toccare direttamente alcune sculture. Hanno percorso le navate della cattedrale, percependone l’ampiezza, hanno ascoltato ‘la voce dell’organo’, occasionalmente suonato da uno degli organisti della cattedrale stessa; hanno potuto percepire la solennità di una Chiesa antica e  carica di storia. Inoltre, dopo aver percorso alcune delle più caratteristiche strade della Siena medievale, è stato possibile, passando da piazza del Campo, percepirne l’ampiezza ed ascoltare dagli educatori, quanta importanza tale piazza ha avuto nella storia della città. Nelle ore più calde, il giardino dell’orto botanico, ha offerto un confortevole riposo sotto gli alberi. Lì è stato consumato il pranzo: panini ed un gelato.<br />
Il momento più esaltante di tutta la vacanza però, è stato quello in cui i ragazzi, accompagnati dagli educatori, si sono recati a Certaldo Alto ed hanno partecipato all’ultimo giorno della ‘settimana di Mercantia’. Questa è una ormai consolidata abitudine certaldese: per una settimana, la città si catapulta indietro nel tempo; nelle sue strade strette ed in salita, rivive il Medioevo. Rappresentazioni e spettacoli animano l’arco di sette giorni e, specialmente l’ultima giornata, la domenica, potrebbe essere veramente “un giorno di festa nella Certaldo trecentesca”. Proprio questo i ragazzi hanno potuto vivere direttamente: hanno ascoltato musica antica, suonata da musicisti di strada, hanno assistito a giochi nella piazza ed hanno potuto toccare abiti e maschere dei giullari e giocolieri che animavano la festa. L’atmosfera di Mercantia è gaia, vociante e vivacissima. Ai lati delle strade, banchi e bancarelle mettono in mostra oggettistica della più disparata: da utensili da cucina, a manufatti in lana e cotone, da articoli di bigiotteria, a oggetti che ricordavano la vita ed il lavoro degli uomini e delle donne del medioevo. Molte di queste cose, i ragazzi hanno potuto toccarle, con la cordiale compiacenza toscana, un po’ becera, un po’ solidale dei venditori. Tutto si è svolto nel migliore dei modi e, al ritorno, la sera i ragazzi  hanno mantenuto vivo il ricordo della festa, chiedendo altre informazioni agli educatori, esprimendo ciò che maggiormente li aveva interessati e divertendosi ancora al ricordo degli spettacoli e dei giochi a cui avevano assistito.<br />
La caccia al tesoro invece, li ha visti partecipanti in prima persona: gli educatori e la conduttrice avevano preparato i bigliettini con indicazioni, sempre accessibili, ma che costringevano i giovani non solo a comprendere bene le consegne, ma anche a orientarsi in quelle parti della fattoria che avevano frequentato e conosciuto in quella parte della settimana. Gli educatori li seguivano, a  debita distanza, ma erano pronti ad intervenire nel momento in cui la loro presenza si rendeva necessaria. Allegra e animatissima è stata tutta la serata che si è conclusa con una cena all’aperto e con il protrarsi di chiacchiere e scherzi fino a notte.<br />
E così, fra momenti di gioco, esercitazioni di mobilità negli spazi per questa predisposti e altro tipo di attività, è arrivata la sera dell’ultimo giorno: tutti a cena al ristorante Orcio di Montespertoli caratterizzato, oltre che dai cibi gustosi e genuini, anche dalla cordialità di Rocco il gestore. Una bella esperienza per tutti e certamente un buon ricordo per tutti i partecipanti che li avrà indubbiamente accompagnati per il resto dell’estate: infatti la proposta concorde, nel momento dei saluti, è stata:<br />
“E l’anno prossimo, un’altra volta insieme!”</p>
<p>Gli Istruttori e la Coordinatrice dell’associazione A.I.Di.Vi. ONLUS</p>
]]></content:encoded>
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		<title>Racconto 2009</title>
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		<pubDate>Fri, 18 Mar 2011 11:35:56 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[treno]]></category>
		<category><![CDATA[vacanze]]></category>

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		<description><![CDATA[In un assolato giorno di luglio, la placida vita dei villeggianti di un paesino della riviera romagnola, venne turbata da una strana ed insolita compagnia. Arrivarono infatti alcune strane persone: ragazzi, ragazze e giovani signore, ma non solo, perchè, guardando bene si poteva scorgere nel loro primo sciamare nella hall dell’albergo, anche un giovane uomo [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/03/treno.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-89" title="treno" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/03/treno-300x200.jpg" alt="" width="300" height="200" /></a></p>
<p>In un assolato giorno di luglio, la placida vita dei  villeggianti di un paesino della riviera romagnola, venne turbata da una  strana ed insolita compagnia. Arrivarono infatti alcune strane persone:  ragazzi, ragazze e giovani signore, ma non solo, perchè, guardando bene  si poteva scorgere nel loro primo sciamare nella hall dell’albergo,  anche un giovane uomo e poi&#8230;ah sì anche lei, la vecchia signora che,  in quel gruppo di gioventù, non si capiva proprio che cosa ci facesse.  Le domande dei villeggianti rimbalzavano dalla sala da pranzo allo  spazio antistante l’albergo, si fondevano con la sabbia cocente della  spiaggia e, infine, andavano a sciogliersi nel mare, disperdendosi in  paroline appena sussurrate, fra un’onda e l’altra.</p>
<p>&#8220;Ma chi sono?&#8221; &#8220;Ma  chi è quella giovane donna alta un soldo di cacio e magra come un chiodo  che non sta mai ferma? E quell’altra che sembra appena uscita da una  classe dell’elementari? Ah lei è una maestra, basta guardarla? E lui,  lui chi è? e che ci fa un solo uomo con tante donne?&#8221; –beato lui-  mormorava qualche attempato bagnante che invece se ne stava solo a  passeggiare sul bagna-asciuga. Poi arrivò una signora di bell’aspetto,  giovane, ma forse un po’ meno delle altre, elegante, un po’  regale&#8230;Seppero poi che si chiamava Elena e dunque di regalità ne aveva  abbastanza. Salutò tutti, e andò ad esplorare la piscina dell’albergo,e  comprò un delfino per le galoppate nell’acqua; andò sulla spiaggia e  prenotò, per acuni giorni, lettini e ombrelloni: -questa deve essere  riccona- pensarono i bagnanti un po’ storditi dal sole, ma poi furono  distratti da un’altra signora un po’triste, un po’ inquieta,  costantemente assillata da un ragazzino, carino per la verità, ma troppo  giovane per lei, che costantemente a gran voce la chiamava: &#8220;Sarah!  Sarah&#8221; e lei gli rispondeva tre volte sì e due no. –ma che gruppo di  matti!- osservò un’anziana zitella e osservò una strana coppia: lei un  po’ grassottella, lui longilineo e ridanciano.</p>
<p>&#8220;E quei due?&#8221; eppure quei  due mostravano di stare molto bene insieme, parlottavano,  ridacchiavano&#8230; Insomma strutturavano una specie di cerimonia del  corteggiamento. Poi arrivò un gigante: un bel gigante a dire il vero,e  cominciò a distribuire strani oggetti che si rivelarono inseguito  gioielli di prezioso valore che lui, nel chiuso della sua fucina,  (comunemente detta camera), con l’aiuto di un fidato garzone, ai suoi  ordini, forgiava notte e giorno per farne poi dono alle giovani donne.</p>
<p>Il tempo scorreva pigramente nella cittadina adriatica, e questo  scorrere nello scenario dello sciabordio delle onde, trovava le sue  interruzioni nel momento in cui lo strano gruppo sciamava sulla  spiaggia, o nella hall dell’albergo o nella sala da pranzo. Giravano poi  su quella gente, strane dicerie: si diceva che c’era uno convintissimo  che nell’ascensore fosse possibile farsi una doccia ristoratrice e un  altro che si ostinava a volere andare ad dormire alle nove, quando sulla  riviera cominciava la vita notturna con il suo fascino e la sua magia.  C’era poi uno che ogni tanto provava a dire: &#8220;non parlate tutti insieme!  Non capisco un accidente&#8230;e allora tutti si sforzavano di fare i  disciplinati, di parlre uno per volta, come voleva lui. Certo che aveva  delle belle pretese, quello lì!</p>
<p>Una sera la notizia rimbalzò nelle camere, nei corridoi, fino nelle  cantine: quei matti sono andati a ballare in piazza! Tutti? Ma sì  proprio tutti. Quella ragazza, non tanto magra è una ballerina  eccellente! e quel giovane dai lunghi capelli di cui lei si è  impossessatala pesta un po’, ma alla fine poi non se la cava male!</p>
<p>Una mattina quella vecchia signora, che si muoveva sempre mollemente  nel gruppo, avvolta, sia in albergo che in spiaggia, nei suoi scialli  esotici e avviluppanti, la vecchia signora dunque, radunò tutti e  solennemente disse che erano tutti pronti per recarsi in Ancona. &#8220;Ad  Ancona&#8230;&#8221; dissero i ragazzi, ma lei niente, dura, lei insisteva: &#8220;no,  andiamo in Ancona!&#8221; La udirono anche i bagnanti e, come al solito, si  meravigliarono: loro sapevano che si poteva andare in camera, in treno,  in spiaggia, ma &#8230; in Ancona proprio no. Ma lei, stringendosi nel suo  scialle, ‘poverina forse aveva freddo’, lei cominciò a spiegare una  strana lezione. Disse che in ogni lingua esistevano eccezioni, come per  esempio appunto –andare in Ancona-, poi cominciò a parlare di statue, di  strutture architettoniche e infine disse che in Ancona sarebbero stati  accolti niente meno che dal presidente di un museo. &#8220;Il signor  presidente,&#8221; precisò uno dei ragazzi e così quel buon vecchio amico  della donna coperta, con cui lei ricordava di aver fatto tante vacanze,  tanti viaggi e vissuto tante avventure, fu per tutti ‘il signor  presidente’. Non importa chiamarlo così,- diceva lei- ma chi avrebbe  potuto mai schiodare dalla testa di quello strano ragazzo le sue  convinzioni? Nessuno, e così, all’arrivo in Ancona, la signora  costantemente coperta, si sorprese a salutare il suo vecchio amico:  &#8220;buon giorno, signor presidente!&#8221; E dunque, i ragazzi si recarono in  Ancona, e per tutto il giorno, nella sonnacchiosa cittadina adriatica,  regnò la quiete. Ma poi tornarono: sciamarono nella hall, s’infrattarono  nelle camere. Camere? &#8220;ma queste non sono camere!&#8221; tuonava di tanto in  tanto la giovane donna piccola e magra che non stava mai ferma, &#8221; queste  sono dei casini.. non delle camere!&#8221; e trovava un calzino sulla  finestra, una scarpa nel lavandino e un povero giovane che, vagante  nottetempo si era perso nella sua stessa camera, grande due metri per  uno. Intanto la giovane signora dal nome regale se n’era andata e  l’aveva sostituita un’altra, molto carina anche lei, molto gentile e  materna, un po’ inesperta a contenere quella banda atipica di specie  umana, ma alla fine ai ragazzi piaceva molto anche lei. Si era intanto  formato un bel trio: la ragazza non molto magra, l’amata non tanto  convinta e una speciale educatrice che aveva nei gesti e nel tono di  voce un fascino strano che forse le derivava dalla sua terra, terra di  grandi passaggi di popoli antichi. Queste tre grazie si muovevano in  compatta sintonia: andavano al mercato, si arrostivano al sole e  soprattutto gestivano, contrariamente ad altri, la loro tripla stanza in  modo perfetto. Si potrebbe scrivere un romanzo, per raccontare tutto  ciò che combinarono quegli strani personaggi: la sera sfrecciavano per  le strade della cittadina a bordo di strani veicoli, fra l’orrore ed il  disorientamento degli abitanti che vedevano, lanciate a gran velocità  multiple biciclette guidate da chi? da da quei matti che scambivano  l’ascensore per una doccia e che, durante il giorno, istigati dalla  donnina soldo di cacio, andavano attorno sbatacchiando lunghi bianchi  bastoni: armi improprie nelle loro mani, così come terrificante era  vederli la sera, trasformati in temerari ciclisti. Ma nelle ore più  calde del giorno, quando i bagnanti abbrustoliti, si cullavano fra la  veglia ed il sonno, appesantiti dal cibo e dal caldo, quelli che  facevano? Arrivava la signora coperta, e con fare tutto naturale li  invitava a sedersi in cerchio e a parlare&#8230; parlare&#8230;  parlare&#8230;Impossibile che non lo capisse. Ma come si fa a parlare a  quell’ora, con il caldo che ti scioglie ed un assordante rumore delle  moto, in distanza! Ma lei niente. Lei, sempre più mummificata nei suoi  scialli, lei non desisteva. Una volta poi li fece anche scrivere e  parlava di lavoro di gruppo e una volta addirittura disse due strane  parole al suono delle quali gli atterriti bagnanti tremarono: &#8221; non sarà  mica una strega? non starà facendo delle malie?&#8221; tutti in cerchio,  zitti, con gli occhi chiusi, nel caldo pomeriggio di luglio, e lei solo  lei parlava: faceva, ‘il training autogeno!sarà stata una medicina, o  forse una preghiera; nessuno lo sapeva. Lei parlava e i ragazzi  dormivno.-deve essere proprio matta- qualcuno pensava, -ma i genitori di  questi ragazzi lo sanno a chi li hanno affidati? sì perchè correva voce  che lei, proprio lei fosse ‘la coordinatrice’!</p>
<p>Ma al termine della settimana, i ragazzi non apparivano nè denutriti,  nè mostravano segni di maltrattamento; zaini in spalla e valige in  mano, si avviarono, un po’ mesti verso la stazione. Salirono sul treno  e, come per un tacito accordo, decisero di non scendere alla fermata  giusta, ma di andare avanti, ancora avanti fin dove li avrebbero portati  i binari: quella vacanza non avrebbe dovuto finire mai.</p>
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		<title>Gli Stage 2010</title>
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		<pubDate>Sat, 12 Feb 2011 14:53:23 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[estate]]></category>
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		<description><![CDATA[Dal 17 al 24 luglio, si è svolto in un agriturismo a Certaldo uno Stage/vacanza residenziale per non vedenti e ipovedenti dai 18 ed i 35 anni, con difficoltà  in autonomia personale, in orientamento e mobilità e in campo relazionale. E&#8217; stato progettato e totalmente gestito dagli istruttori A.i.di.vi (che garantivano la presenza in tutto [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: center;"><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/02/bacio.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-51" title="bacio" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2011/02/bacio.jpg" alt="" width="615" height="230" /></a></p>
<p>Dal 17 al 24 luglio, si è svolto in un agriturismo a Certaldo uno Stage/vacanza residenziale per non vedenti e ipovedenti dai 18 ed i 35 anni, con difficoltà  in autonomia personale, in orientamento e mobilità e in campo relazionale.</p>
<p>E&#8217; stato progettato e totalmente gestito dagli istruttori A.i.di.vi (che garantivano la presenza in tutto l’arco della giornata, anche in orario notturno) sotto la supervisione della Coordinatrice dott.ssa De Filippo.</p>
<p>Dati i buoni risultati dell&#8217;esperienza del 2008, si è nuovamente cercato, attraverso la gestione diretta degli appartamenti, di far recuperare o sviluppare ai ragazzi i valori della convivenza e del quotidiano e di far emergere le singole difficoltà in autonomia personale e orientamento e mobilità, poi affrontate con specifiche attività educativo-riabilitative.</p>
<p>Numerose sono state anche le occasioni educativo-ricreative, che hanno spaziato da attività di manipolazione (come la lavorazione della creta con la supervisione di una ceramista esperta)  alle lezioni di scrittura creativa tenute dalla dott.ssa De Filippo (spesso sviluppate sullo stimolo di uscite, quali la visita a Siena e quella a Certaldo in occasione di <em>Mercantia</em>, il festival degli artisti di strada).</p>
<p>Obiettivo di ogni attività, è stato, tra gli altri, la formazione di un gruppo di lavoro che favorisse la socializzazione e permettesse ai ragazzi di affrontare le proprie difficoltà in campo relazionale.</p>
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		<title>Un&#8217;esperienza mozzafiato</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Nov 2009 07:51:06 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Racconti]]></category>
		<category><![CDATA[esperienza]]></category>
		<category><![CDATA[paracadutismo]]></category>

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		<description><![CDATA[Di Roberto Brunelli &#8211; a cura di Flavia Tozzi E’ davvero con vivo piacere che riporto qui di seguito l’esperienza di volo di Roberto Brunelli, un ragazzo di Cingia de’ Botti, che molti di noi conoscono e che ha dimostrato di avere grande coraggio ed intraprendenza. Già nel 2005, avendo saputo che il mitico Andrea [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><em>Di Roberto Brunelli &#8211; a cura di Flavia Tozzi</em></p>
<p style="text-align: justify;">E’ davvero con vivo piacere che riporto qui di seguito l’esperienza di volo di Roberto Brunelli, un ragazzo di Cingia de’ Botti, che molti di noi conoscono e che ha dimostrato di avere grande coraggio ed intraprendenza.</p>
<p style="text-align: justify;">Già nel 2005, avendo saputo che il mitico Andrea Bocelli aveva provato a lanciarsi con il paracadute da un aereo in volo, aveva contattato l’areoporto del Migliaro per trovare qualcuno che potesse fargli provare questa straordinaria emozione.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2009/11/paracadutismo.jpg"><img class="aligncenter size-medium wp-image-48" title="Paracadutismo" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2009/11/paracadutismo-300x202.jpg" alt="Paracadutismo" width="300" height="202" /></a></p>
<p style="text-align: justify;">Il suo desiderio si è avverato domenica 17 luglio 2005, quando, accompagnato da mamma, papà e sorella, ha potuto finalmente  lanciarsi da circa 4500 metri di altezza in tandem con l’istruttore Roberto.</p>
<p style="text-align: justify;">Un operatore  cinematografico effettuava delle riprese in volo, e forse qualcuno ricorderà una foto dell’avvenimento pubblicata sul giornale “La Provincia di Cremona”.</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco una parte del racconto di quella memorabile giornata:</p>
<p style="text-align: justify;">“Sono salito sull’aereo dal quale una volta decollato a circa 4500 metri d’altezza mi sarei lanciato.</p>
<p style="text-align: justify;">Non so descrivere l’ansia che avevo, non vedevo l’ora di provare la sensazione di buttarmi nel vuoto.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena arrivati in quota Roberto mi disse che da lì a poco ci saremmo lanciati e che da 4500 metri saremmo scesi in caduta libera fino a 1500 metri, il tutto abilmente ripreso dall’operatore Paolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Che emozione sentirsi cadere nel vuoto a circa 200 chilometri orari con il vento che ti fischia nelle orecchie!</p>
<p style="text-align: justify;">Poi una volta aperto il paracadute tutto in un colpo un grande silenzio non senti più il vento e puoi parlare con l’istruttore, potendo scambiare le impressioni e, data la mia curiosità, fare anche delle domande sulle manovre per poter scendere più lentamente per potermi godere quei pochi minuti di sensazioni piacevoli.</p>
<p style="text-align: justify;">Poi l’atterraggio in modo perfetto e anche se con il cuore che batteva forte, con una felicità indescrivibile. “</p>
<p style="text-align: justify;">E dopo  quella volta Roberto ci ha preso gusto e ci ha riprovato ancora per ben tre volte.</p>
<p style="text-align: justify;">Sono contenta di poter inserire nel nostro bollettino la sua ultima esperienza.</p>
<p style="text-align: justify;">Non ho cambiato quasi niente di ciò che egli stesso ha scritto, perchè dalle sue parole traspare tutto l’entusiasmo e l’emozione che questa incredibile impresa gli ha lasciato, e che sicuramente contagerà un po’ anche  tutti i lettori di questo nostro giornalino come ha fatto con me!</p>
<p style="text-align: justify;">Ecco il suo racconto:</p>
<p style="text-align: justify;">Il quarto lancio con il paracadute da 4300 metri l&#8217;ho fatto in data sabato 5 settembre 2009.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre aspettavo il momento di andare sull&#8217;aereo ero molto agitato in quanto non vedevo l&#8217;ora di essere nel vuoto per lanciarmi con il paracadute imbragato con l&#8217;istruttore.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiunque può lanciarsi con il paracadute basta che non abbia problemi di cuore.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di andare sull&#8217;aereo Roberto, il mio istruttore,  mi fa mettere la tuta in quanto a 4300 metri ci sono 0 gradi e se scendo vestito in pantaloni corti come sono congelo.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di farmi provare la posizione da tenere in caduta libera, Roberto mi ha messo l&#8217;imbragatura per agganciarla poi, quando fosse giunto il momento, al suo paracadute.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo avermi messo l&#8217;imbragatura il mio istruttore mi ha fatto provare la posizione da tenere in caduta libera mettendomi sul carrellino e sul tavolo.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando è arrivato il momento di andare sull&#8217;aereo ero contentissimo dato che sapevo che dopo circa 20 minuti mi sarei lanciato e sono rimasto nell&#8217;attesa seduto in braccio a lui.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre andavo in quota ho chiesto all&#8217;istruttore di aprire il portellone dell&#8217;aereo così ho avuto la possibilità di sentire l&#8217;aria che c&#8217;era man mano che Salivamo mettendo la mano sinistra fuori dal portellone.</p>
<p style="text-align: justify;">Man mano che andavamo in alto Roberto, grazie all&#8217;altimetro, mi ha detto a che altezza eravamo.</p>
<p style="text-align: justify;">L&#8217;altimetro gli serve anche per sapere quando siamo a 1500 metri e allora sa che deve aprire il paracadute.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre aspetto di lanciarmi dall&#8217;aereo il portellone è aperto sento tanta aria che viene verso di me.</p>
<p style="text-align: justify;">Appena siamo arrivati in quota si sono lanciati 2 tandem (cioè una persona vicina all&#8217;altra imbragata col suo paracadute).</p>
<p style="text-align: justify;">Quando l&#8217;istruttore mi ha detto che era il momento di lanciarmi ero contentissimo.</p>
<p style="text-align: justify;">Roberto mi ha detto di spostare la gamba sinistra vicino alla gamba destra e mi ha fatto alzare in piedi.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quel momento sapevo che dopo pochi secondi ci saremmo lanciati nel vuoto.</p>
<p style="text-align: justify;">All&#8217;inizio mi mancava il respiro dato che quest&#8217;anno ho fatto un&#8217;uscita bellissima facendo la capriola all&#8217;indietro.</p>
<p style="text-align: justify;">Per un minuto e mezzo non ho potuto parlare in quanto, quando sono in caduta libera, se parlo le labbra si gonfiano, non si sente niente di quello che dico e scenderei con una faccia tutta strana.</p>
<p style="text-align: justify;">Mentre sono nel vuoto sento tanta aria che viene verso di me che mi spinge verso il basso e sento i piedi che vanno da soli tentando di andare verso l&#8217;avanti e non riuscendo tornano verso l&#8217;indietro continuamente come se non riuscissi a controllarli.</p>
<p style="text-align: justify;">Da quando Roberto apre il paracadute a 1500 metri comincio a raccontargli le sensazioni che provo mentre siamo in caduta libera.</p>
<p style="text-align: justify;">Prima di atterrare Roberto cerca di tenermi nel vuoto più che sia possibile dato che sa che mi piace girare intorno insieme a lui sotto il suo controllo. Per girare intorno nel vuoto Roberto mi da 2 maniglie, una la tengo nella mano destra e l&#8217;altra nella mano sinistra.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando decido di girare intorno dico da che parte voglio andare oppure mando verso il basso la maniglia con la quale voglio girare intorno e Roberto gira anche la sua.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando voglio smettere di girare intorno lascio piano piano la maniglia fino a quando non torna al punto di partenza verso l&#8217;alto.</p>
<p style="text-align: justify;">Per girare intorno piano tengo in basso poco la maniglia, mentre se voglio girare intorno più forte tengo la maniglia più tempo verso il basso fin che voglio.</p>
<p style="text-align: justify;">Quando atterriamo l&#8217;unica cosa che mi dice di fare è di alzare le gambe altrimenti mi faccio male.</p>
<p style="text-align: justify;">Dopo essere atterrato mi piace raccontare ai miei genitori e a chi voglio le sensazioni che ho provato durante il lancio con il paracadute.</p>
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		<title>Ama &#8211; Silvia Mattia</title>
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		<pubDate>Thu, 15 Oct 2009 15:29:29 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
				<category><![CDATA[Notizie]]></category>
		<category><![CDATA[Musica]]></category>

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		<description><![CDATA[Ama! è il disco d&#8217;esordio di Silvia Mattia con la produzione dell’Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti Onlus (UIC) volonterosa a far conoscere questa ragazza determinata e grintosa. L’idea è nata dopo la sua vittoria del I° Concorso Nazionale Canoro riservato a giovani ciechi ed ipovedenti indetto dall&#8217;UIC nel 2007. Silvia da sempre ama la [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2009/10/ama.jpg"><img class="alignleft size-full wp-image-44" title="ama" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2009/10/ama.jpg" alt="ama" width="280" height="210" /></a>Ama! è il disco d&#8217;esordio di <a href="http://www.silviamattia.it" target="_self">Silvia Mattia</a> con la produzione dell’<a href="http://www.uiciechi.it/">Unione Italiana Ciechi e degli Ipovedenti Onlus (UIC)</a> volonterosa a far conoscere questa ragazza determinata e grintosa. L’idea è nata dopo la sua vittoria del I° Concorso Nazionale Canoro riservato a giovani ciechi ed ipovedenti indetto dall&#8217;UIC nel 2007. Silvia da sempre ama la musica avendo studiato canto al Conservatorio fin da giovanissima e poi ancora tanti anni di studio di canto lirico. Ma in lei c’è sempre stata la passione per le sfide e per la musica leggera finalmente concretizzate con questa sua prima incisione discografica.</p>
<p style="text-align: justify;"><a href="http://media01.vatiradio.va/podcast/00182272.MP3" target="_blank">Scarica l&#8217;intervista fatta (in mp3) da Radio Vaticana a Silvia</a></p>
<p style="text-align: justify;">
<p style="text-align: justify;">Maggiori info su: <a href="http://www.cartadamusica.it/4508/" target="_blank">http://www.cartadamusica.it/4508/</a></p>
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		<title>Sms per i ciechi pluriminorati</title>
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		<pubDate>Mon, 05 Oct 2009 13:03:19 +0000</pubDate>
		<dc:creator>Silvio</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Un sms del costo di 2 euro per ridare speranza ai ciechi pluriminorati, ovvero alle persone che oltre a non avere il dono della vista devono ogni giorno fare i conti con altre problematiche, come la perdita dell’udito o della capacità di camminare. A Firenze sono circa un centinaio i ciechi con minorazioni aggiuntive, pari [...]]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p style="text-align: justify;"><a href="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2009/10/sms.jpg"><img class="alignleft size-thumbnail wp-image-36" title="sms" src="http://www.aidivi.it/wp-content/uploads/2009/10/sms-150x150.jpg" alt="sms" width="150" height="150" /></a>Un sms del costo di 2 euro per ridare speranza ai ciechi pluriminorati, ovvero alle persone che oltre a non avere il dono della vista devono ogni giorno fare i conti con altre problematiche, come la perdita dell’udito o della capacità di camminare.</p>
<p style="text-align: justify;">A Firenze sono circa un centinaio i ciechi con minorazioni aggiuntive, pari ad un terzo della popolazione definita &#8220;disabile della vista&#8221;. Si tratta soprattutto di bambini e adolescenti che, come evidenzia il presidente provinciale dell’Unione italiana ciechi e ipovedenti Antonio Quatraro, &#8220;hanno enormi difficoltà ad essere poi inseriti nel mondo del lavoro&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Per loro l’Unione italiana ciechi ha un sogno: costruire, a Roma, un centro ad alta specializzazione per la riabilitazione e l&#8217;integrazione sociale. Sarà un complesso polifunzionale e un punto di sperimentazione: non una ‘cittadella dei ciechi pluriminorati’, ma un centro all’insegna dell’integrazione, con tanto di albergo, ristorante e impianto sportivo aperto a tutti. <strong>Per realizzare questo sogno, che ha un costo di 30milioni di euro, è possibile inviare fino al 20 ottobre un sms al numero 48542, oppure chiamare da rete fissa il 48542</strong>.</p>
<p style="text-align: justify;">&#8220;Questi ragazzi hanno voglia di vivere in mezzo agli altri, tra persone che li aiutino a percorrere la loro strada – dice Quatraro &#8211; per questo ci appelliamo alla sensibilità dei fiorentini, affinché diano il loro contributo per ridare una speranza ai meno fortunati&#8221;.</p>
<p style="text-align: justify;">Fonte: <a href="http://www.ilreporter.it/index.php?option=com_content&amp;view=article&amp;id=8159:un-sms-per-ciechi-pluriminorati&amp;catid=77:cronaca&amp;Itemid=59" target="_blank">il Reporter</a></p>
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